lunedì 22 ottobre 2012

Pippa Middleton da damigella a scrittrice
continua l’ascesa della sorella di Kate


di Deborah Ameri
LONDRA - Pippa Middleton non si fa illusioni. La sorella di Kate, futura regina d'Inghilterra, sa di brillare di luce riflessa e lo ammette per la prima volta nel suo libro «Celebrate», in uscita giovedì in GranBretagna. «E' sorprendente diventare famosa in tutto il mondo prima dei 30 anni grazie a tua sorella, a tuo cognato (ovvero il principe William, n.d.r.) e al tuo fondoschiena», ammette candidamente nel suo manuale per organizzare party e feste per bambini. «Forse un giorno riuscirò a capire come sia successo. Certamente ho avuto opportunità che molti possono solo sognare, ma principalmente sono una tipica ragazza poco più che ventenne che prova a costruirsi una carriera».

La piccola di casa Middleton è diventata improvvisamente famosa poco più di un anno fa, dopo la sua apparizione come damigella al royal wedding. L'abito bianco fasciante che le cadeva sulle forme perfette l'ha istantaneamente catapultata nelle fauci della stampa e ora, dall'America all'Europa, tutti sono pazzi per lei. Per capitalizzare la notorietà la signorina ha scritto questo libro per il quale ha sfruttato la sua esperienza di organizzatrice di eventi e di direttrice della newsletter di «Party Pieces», il sito di famiglia che vende gadget per l'intrattenimento e che ha fatto diventare i Middleton milionari. La casa editrice Penguin le ha offerto un anticipo di quasi mezzo milione di euro. E da giovedì «Celebrate» sarà nelle vetrine di tutte le librerie inglesi a un prezzo di 30 auro (ma Amazon lo offre a metà).

Il manuale contiene molte foto glamour dell'autrice, mentre cucina, prepara cocktail o sforna delicatezze, e tante idee su come preparare feste a tema, per esempio per Halloween e capodanno, o organizzare barbecue e feste per bambini. Tra una ricetta e l'altra Pippa semina qualche ricordo di infanzia legato a Bucklebury, il villaggio del Berkshire dove è cresciuta con Kate.

Se il manuale sarà un successo lo dovrà soprattutto alla sorella. E infatti nell'introduzione (anticipata ieri dal Mail on Sunday) Pippa scrive: «So che molti di voi compreranno questo libro solo per curiosità. Tutto quello che è stato scritto sui giornali sembra più strano a me che a voi, ve lo assicuro. Ho fatto molto poco per farmi conoscere. Questa è la mia prima opportunità».

L'autrice però non potrà promuovere il libro come sperava. Ha dovuto rifiutare decine di proposte, soprattutto in Usa. Il motivo è semplice: la 29enne non vuole che un'intervista si trasformi in un interrogatorio sulla vita privata di William e Kate o, peggio, sullo scandaloso topless di sua sorella. Inoltre non desidera alienarsi il palazzo e indurlo a credere che lei voglia fare cassa grazie alle sue conoscenze reali.
Lunedì 22 Ottobre 2012 - 11:05

sabato 20 ottobre 2012

L'intervista

Di seguito 10 domande a chi per primo a letto SUI PASSI DEL PASSATO
1) Sei stato il primo ad avere l’onore di leggere e correggere SUI PASSI DEL PASSATO: cosa ne pensi del racconto, della trama ed è stato difficile cercare di sistemare gli errori che hai corretto?

Leggere per primo il romanzo “Sui passi del passato” è stato emozionante, perchè è stata la prima volta che uno scrittore mi abbia permesso di apprezzare la propria opera scritta di getto, senza filtri e correzioni di editing.
Quelle che ho letto erano le parole originali di Franco, che in alcuni passaggi manifestavano la sua difficoltà di rendere su carta i pensieri.
Correggere gli errori grammaticali non è stato particolarmente difficile, poichè il più delle volte erano sistematici e ripetitivi. Più complicato è stato affrontare la punteggiatura, in particolare interrompere alcuni periodi troppo lunghi e complessi senza alterarne il senso.
L'obiettivo che mi ero prefissato all'inizio del lavoro era proprio quello di “invadere” il meno possibile il romanzo, non volendo alterare lo stile dello scrittore.
Ho avuto la necessità di riscrivere completamente solo un paio di periodi, per i quali ho comunque cercato di mantenere le parole utilizzate nella prima stesura dell'autore.
Il racconto e la trama mi hanno tenuto incollato al libro: forte era la curiosità di conoscere come si svolgeva la vita dei personaggi e scoprire a poco a poco l'evolversi degli eventi.

2) Ti sei appassionato ai due personaggi principali del racconto Victoria e Michele?

Sì, mi sono appassionato alle loro vicende, e in particolare al personaggio di Victoria: all'improvviso si è trovata ad affrontare difficoltà, viaggi e nuove esperienze, strappata alla sua abitudinaria e rassicurante quotidianità.

3) Senza spiegare troppo delle loro azioni, di quello che fanno che ne pensi di Josè, Vic e Michele? Chi ti ha più colpito?

Il personaggio che mi è piaciuto di più è quello di Victoria: all'apparenza debole, si dimostra in realtà molto forte e decisa nell'affrontare le prove che le riserva la vita.
Anche la storia di Michele è ben congegnata e il personaggio di Josè, nonostante rimanga all'ombra di Michele per buona parte del romanzo, ha comunque la sua importanza nell'intreccio narrativo.

4) Potrebbe secondo te essere una storia vera?

Sì, a mio avviso: i personaggi sono completi e credibili, come pure le vicende narrate.

5) La trama l’hai trovata interessante?

Appassionante direi. I personaggi sono interessanti per via dei loro caratteri complessi e ben delineati, oscillanti tra punti di forza e fragilità. La curiosità di conoscere i cambiamenti delle loro vite nel corso della narrazione, porta il lettore a divorare una pagina dopo l'altra.

6) C’è qualche passaggio che avresti sorvolato e un altro che invece avresti approfondito?

Penso che questo romanzo sia equilibrato: è ben strutturato e non sono presenti descrizioni troppo lunghe che potrebbero risultare ostiche e noiose per alcuni lettori.
I personaggi sono descritti in modo da consentire al lettore di figurarseli nella propria mente, sia dal punto di vista fisico che caratteriale.
Anche la storia non presenta lacune e una volta finito di leggere si ha la sensazione che tutti i tasselli del mosaico abbiano trovato il proprio posto.

7) Hai letto sia IL SEGRETO DELLA SPIANATA e SUI PASSI DEL PASSATO; quale dei due libri reputi più storia, più libro?

Personalmente ho trovato “Sui passi del passato” più completo.
Il primo - oltre a far perdere le tracce di due personaggi nel corso del romanzo, lasciando così “appese” le loro vite - tratta di argomenti più fantasiosi, quasi fantascientifici.
Il secondo invece è realistico e avendo per protagonisti degli adulti piuttosto che dei ragazzi – come invece fa il primo - mi ha permesso di immedesimarmi nella loro storia, cosa per me fondamentale nella lettura.

8) Te lo immaginavi che finiva così? Sei rimasto del colpo di scena finale?

Sinceramente pensavo ad un finale diverso anche se normalmente non cerco mai di immaginare la fine di un romanzo durante la lettura, anche se si tratta di un giallo.
Mi piace farmi trasportare dalla trama, vivere le situazioni e i personaggi come in un film e lasciarmi accompagnare dallo scrittore verso la fine che ha pensato per il proprio racconto.
In questo caso il finale mi ha lasciato piacevolmente colpito, il “giusto” epilogo per lo svolgimento dei fatti.

9) Ti piace la foto della copertina?

Foto originale. Peccato sia così sgranata!

10) Lo consiglieresti di leggere ad un tuo amico e perché?

Consiglierei questo libro ad un amico: una piacevole e intrigante lettura, leggera ma appassionante allo stesso tempo.