http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/05/16/news/il_salone_della_creativit_riscoperto_dalla_politica-58882473/?ref=HREC1-11
Napolitano al Salone del libro
"In Italia si legge troppo poco"
Videomessaggio del capo dello Stato all'ianugurazione del ventiseiesimo salone del libro: "Ringrazio i librai che fanno formazione permanente". Ma il presidente della Fondazione del Libro, Picchioni, sottolinea anche come in questo momento in Italia manchino i buoni librai: "Devono essere come l'oste, accogliere sulla soglia e introdurre il cliente al buon cibo"
di DIEGO LONGHIN e SARA STRIPPOLI
"Trovo bella la definizione rivolta al salone di torino di libreria d' Italia. Ringrazio i librai italiani che fanno formazione permanente". Il video messaggio di Giorgio Napolitano arriva in sala Rossa quando ancora si attende l' ingresso di Massimo Bray. Il ministro entra al Lingotto a mezzogiorno, con mezz'ora di ritardo rispetto al programma. Napolitano cita i dati positivi del Salone di Torino e loda gli spazi dedicati a bambini e genitori e rende omaggio al Cile: "I libri e la cultura costituiscono un pilastro insostituibile alla democrazia". Ma nel messaggio sottolinea anche come "in Italia si legga troppo poco". Il "rinnovamento delle istituzioni e delle rappresentanze istituzionali" è quello "di cui abbiamo acuto bisogno nel nostro paese": è la frase di chiusura del videomessaggio al Salone del Libro di Torino.
Poi interviene Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il Libro: "La crisi congiunturale si è abbattuta sul Salone. Oggi possiamo dirlo la crisi ha graffiato l'epidermide, ma non lo ha scalfito. Navigazione a vista, anno sabbatico, no, il Salone ha rischiato e innovato, interpretando quello che i creativi hanno coniato con il titolo di quest'anno: "Dove osano le idee". E il direttore Ernesto Ferrero vola sopra le previsioni meteorologiche nefaste e medita sulla bellezza degli stand, l'eleganza dello stand del Cile, la maestosità di quello della Calabria: "Mi sembra l'edizione più bella". Picchioni sottolinea ancora come manchi, in questo momento in Italia, il libraio: "Il libraio deve essere come l'oste. Deve accogliere sulla soglia e introdurre il cliente al buon cibo. Se l'oste non è bravo la trattoria non funziona". Picchioni presenta il Salone della creatività e rivolge un invito al ministro Bray: "Serve un sostegno agli eventi culturali". E sempre rivolto al ministro della Cultura, dice che "nel dilagare dei milIe festival, il Salone del libro è anche un grande festival, anche quando è popolato dai soliti noti, antropizzato dai soliti noti, rappresenta un valore unico, quello dell'esserci. Rappresenta una forma di coesione sociale. E' uno dei segreti, delle ricette, dell'effetto durevole. L'assessore regionale Coppola lo ha definito come il Salone Pop, e sono d'accordo, perché è inclusivo, è Pop perché plurale, interclassista e accetta tutti. Ignora il pericoloso vibrione di fare scelte ed indicare al popolo modelli da seguire e da evitare".
Il sindaco Piero Fassino ringrazia, in particolar modo, Giorgio Albertazzi, presente all'inaugurazione, e Guido Accornero, che 26 anni fa si inventò il Salone: "Non è solo al Lingotto il Salone, ma è in tutta Torino, la città è investita in diversi luoghi. Non è solo una grande vetrina, vogliamo offrire un grande sostegno alla lettura, dalle forme tradizionali a quelle che investono la tecnologia".
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IL DIZIONARIO DEL SALONE
Il rito dell'inaugurazione prosegue con la presentazione delle novità, il benvenuto del sindaco, dei presidenti di Regione e Provincia. Per il Cile l'ambasciatore German Guerrero Pavez, direttore Affari culturali del ministero degli Esteri. Per la Regione ospite, la Calabria, l'assessore alla Cultura Mario Caligiuri. In questi cinque giorni una sfilata di politici, tre ministri. Oltre a Bray anche il ministro delle Riforme istituzionali Gaetano Quagliariello, domani alle 17 in Sala Azzurra per parlare di De Gaulle e "quello che ci insegna sulla storia d'Italia". Lunedì chiude il ministro Cécile Kyenge, per la premiazione del concorso di Lingua Madre.
In cinque giorni il Salone diventa vetrina politica con Matteo Renzi, Walter Veltroni, Emilio Colombo, Antonio Tajani, Giorgio Squinzi, Giuliano Amato. Fuori dalla presenza ufficiale con il Cile, Luis Sepúlveda è il grande protagonista della giornata di oggi, alle 16.30 in Sala Gialla per la presentazione del suo libro. Mezz'ora dopo un altro appuntamento da non mancare. Alle 17, in Sala Azzurra, si ascolta l'archistar Daniel Libeskind.
Il multimediale avanza e da quest'anno sul sito del Salone si potranno leggere consigli e commenti, vedere fotografie in tempo reale, valutare in diretta il gradimento degli incontri. La tecnica di narrazione più al passo con i tempi che nasce si sviluppa con i cinguettii che arrivano dentro e fuori il Salone, raccolti dallo staff multimedia del Lingotto e messi in rete per raccontare a presenti e assenti cosa sta accadendo lì dentro. E per i più digitali arriva l'app realizzata con Vodafone. Permette ad addetti ai lavori e visitatori di trovare informazioni, leggere le biografie degli autori, trovare ora e giorno degli incontri del cuore.
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